13/11/08

6

My Big Bang

La saggia nonna dice che "la coda é la piú dura a scorticare" e infatti queste ultime settimane di lavoro che ho davanti mi sembrano secoli da cavalcare. Dopo la disfatta del team italiano sono stata riaccorpata agli english e sono ritornati tutti i cazzi e i mazzi degli amici della regina. Oh, per caritá sono gentilissimi, un trionfo di thank you e smancerie, ma sono di una pesantezza intriseca difficile da scollare.

Sciroccata, do you prefer the english or the italian customers?
The italian ones, cause they are less demanding.
Really?
Yes.
Ah. (faccia delusa, perché gli stranieri sono abituati a sentire gli italiani lamentarsi dei propri connazionali).

Ho un curriculum aggiornatissimo in Inglese, ma ho un curriculum non aggiornato in Italiano. Ho risposto ad alcune offerte di lavoro italiane inviando il mio cv inglese, perché in questi giorni non ho tempo per tradurlo. In effetti in questi giorni non ho tempo per fare nulla.

Ho la vaga sensazione che verrá cestinato seduta stante finché non lo traduco.
Magari dovrei evitare di inviarlo finché non lo aggiorno in italiano, altrimenti verró segnalata come spammer e non mi assumerá mai piú nessuno. Le aziende hanno una black list di candidati?

La testa mi esploderá per sovraccarico di informazioni che sto accumulando. La mia testa é una immensa To do list.

Sará il mio Big Bang personale, l'inizio di un nuovo mondo.




09/11/08

14

Bring some food

La festa organizzata dai francesi è stata un incubo. Una casa popolata di francesi che parlano in francese ed io, Omo e amico italiano abbandonati a noi stessi. Ci siamo attaccati alla boccia di vino a sopportare il borbottìo dei francofoni chiedendoci che cazzo hanno invitato a fare italiani se poi parlano tra di loro in un crepitare di suoni striduli e poco percettibili. Come se non bastasse, la mail di invito alla festa recitava "bring some drink and food". Io l'ho presa alla lettera, per cui ho portato vino e una ciotola gigante di pasta fredda. Solo io l'ho presa alla lettera, tant'è vero che su 20 persone arrivate, quella ciotola era l'unica cosa da mangiare. Quanto mi stavano sulle palle quando li ho visti azzannare la pasta dopo che non mi hanno neanche rivolto una parola in inglese per tutta la serata.

Dei francesi se ne era già discusso in tempi Erasmus, ormai ho capito che presi singolarmente possono risultare simpatici, in gruppo è meglio evitarli. Sì, mi fanno schifo le generalizzazioni e non si può fare di tutta l'erba un fascio, ma tant'è.

Dopo esserci rovinati il venerdì sera abbiamo preso la saggia decisione di preservare il sabato sera, per cui era prevista la festa di compleanno di una di codeste donzelle d'oltralpe. Con uno sguardo di intesa, io e Omo ci siamo guardati in modo molto chic
dicendoci col cazzo che ci andiamo.

Continua a piovere e mentre la pioggia bagna la finestra, ci rifugiamo sul divanone a giocare ai pupazzetti di pezza. Little Big Planet è semplicemente adorabile.



07/11/08

7

Anf anf

Che casino.
La casa da lasciare, la caparra da riavere, la tv le casse la bici da vendere, il gas la luce internet da staccare, il conto da lasciare aperto, l'exit interview da sostenere, i pacchi da inviare, i moduli di tasse da compilare.
Uno si illude di essere leggero, svolazzare da un posto all'altro con le sue ali colorate e invece poi si ritrova pieno di fogli e moduli da firmare, oggetti da non sapere se vendere, lasciare o portare. Uno si illude che ci sará tempo per fare tutto ma sa giá che si ritroverá gli ultimi giorni con i capelli verdi e le cellule invase da isteria.

Peró, sono contenta.

Non é che mi preoccupi molto di perire di fame in Italia, che sembra essere l'ansia comune. Non che stia tornando perché pensi di poter migliorare la mia condizione socio economica, ovviamente no. Non che sarei disposta a rimanere in patria a costo della povertá (quella vera) e della disoccupazione.
Evidentemente no.

Sono semplicemente una persona che ha guardato il cielo ha fatto un sorriso consapevole e ha detto qui ho finito. Torno con la curiositá, la voglia di provare e la serenitá addosso che mi avvolge come un mantello rosso di velluto. Se non funziona, non staró certo a piangermi addosso e ad elemosinare ai bordi delle strade per un euro.

Quello che mi attende, l'ignoto, non é motivo di ansia, ma di inspiegabile, genuina allegria. Quello che mi attende é anche una montagna di piatti e pentole da lavare utilizzati per la teglia di cannelloni di ieri sera.
Questo sí che é motivo di ansia.

Tra l'altro stasera entro alle 9 devo anche portare da bere e da mangiare ad una festa con colleghi francesi. Considerato che arrivo a casa alle 8, devo andare a fare la spesa, lavare i piatti, farmi la doccia e vestirmi...
Io l'ho giá detto, piú di una pasta fredda non ce la faccio.



04/11/08

9

L'albero

Bustine di paracetamolo sciolto in acqua bollente con puzza di limone hanno risolto poco il dramma tosse e rincoglionimento generale. Con mia grande fortuna, mi ammalo poco prima di dare le dimissioni e vengo a sapere che nell'ultimo mese di lavoro, se ti ammali non vieni pagato. Perché mai? Sindacalmente non mi sembra una politica molto friendly, ma me ne fotto. Voglio dire se proprio sto male rimango a casa a prescindere.

In compenso scopro ora che il mio ammontare delle ferie equivale all'incirca a 9 giorni lavorativi, che mi verranno monetizzati nell'ultima busta paga. Questa é cosa buona e giusta. Stavo quasi pensando di andare in vacanza con i soldi delle ferie che non ho preso. Sognavo un last last minute invernale in un posto caldo caldo, per ripagarmi di un'estate praticamente non vissuta. Quanto mi ci vorrebbe una settimana sdraiata stile geco con i libri e il sole in faccia e senza maglioni, sciarpe e cappelli tutto intorno.

Anche perché secondo me a stare tutto l'anno senza sole si diventa piú brutti, secchi, pallidi e denutriti. Infatti, é una settimana che ho tutta la pelle secca che grida acqua acqua, io bevo, ma la pelle rimane secca.

Tra l'altro é qualche giorno che a casa abbiamo amici immaginari che fanno sparire la roba.

Ieri sera mi accingevo a fare una piadina contando sulla mortadella ancora imballata, apro il frigo e udite udite la mortadella é sparita. Dico come é possibile, guardo Omo con aria da detective e gli chiedo sei sicuro che non l'hai aperta tu, mangiata e finita senza rendertene conto? Mi dice no no. Gli credo e rimaniamo davanti al frigo a contemplare il vuoto lasciato dalla mortadella.

Stamattina, altro mistero, vado per prendere dal solito posto la crema idratante Avene, unico acquisto di un certo rilievo che faccio in ambito cosmesi appunto perché
con mio grande stupore é una crema che idrata davvero e il tubo di crema non c'é piú. Sparito. Cercato in bagno, in camera, in camera due, nell'ingresso, in cucina, niente. La crema Avene e la mortadella hanno organizzato una fuga insieme.

Oggi, altra lezione di Yoga.
Ormai riesco quasi a stare ferma nella posizione dell'albero senza sembrare una ubriaca barcollante.



01/11/08

12

Halloween, parliamone

Quello che dell'Irlanda non sono mai riuscita a capire fino in fondo sono i contrasti. Com'è che un Paese tanto civile e moderno per tanti aspetti si trasformi in in un feccia country per tanti altri, questo rimarrà un punto interrogativo che mi porterò dietro.

Il 31 ottobre, finalmente giunta al venerdì alle 19, ora in cui posso fare ciao ciao con la manina ad una lunga settimana, mi reco saltellante e congelata alla fermata dell'autobus. Un'ora e un quarto dopo, con 20 persone in fila con me, l'autobus non si è ancora degnato di apparire. E di fatto, non passerà fino al giorno dopo.

Dopo che i nostri piedi erano atrofizzati e l'attesa vana, in quattro superstiti chiamiamo un taxi che ci spiega che no che l'autobus non passa il 31, perchè se passa cercheranno di bruciarlo. Che simpatici scherzi, quelli di Halloween. Ma non era dolcetto o scherzetto? No, eh.

Ora, in un paese civile o presunto tale, se qualcuno ogni anno puntualmente cerca di bruciare un mezzo di trasporto pubblico, si fa in modo che quel qualcuno non lo faccia piu. Qui a quanto pare la soluzione al problema è interrompere un servizio pubblico senza avvisare un cazzo di nessuno. Rimango alquanto perplessa.

Comunque, mi sono girate le eliche perchè ero già raffreddatissima e dopo un'ora al gelo il mio catarro si è triplicato, tanto che il week end sono condannata a passarlo con paracetamolo e fazzoletti a fiumi. Non che me ne sia fregato mai qualcosa di Halloween, per intenderci.

Tra l'altro Halloween quando io ero ancora una giovincella che andava a scuola con lo zaino Invicta, non mi ricordo che nessuno se lo fosse mai cagato.

Ah, gli effetti della globalizzazione.