10/09/09

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Settembre

Settembre è un bel mese perchè puoi reinventare la tua vita invernale con mille progetti che l'anno prima, tra una cosa e l'altra, non hai realizzato. Quest'anno ti iscriverai in piscina, riprenderai a fare yoga, frequenterai quel corso di degustazione vini, mangerai tanta frutta, farai solo cerette e non ti lascerai sfuggire quelle mostre e spettacoli teatrali di cui hai ancora il rimpianto.

Metterai i soldi da parte e contemporaneamente andrai a new york e in nord-europa. Non comprerai cose che poi non indosserai e farai tornare il colore originale dei tuoi capelli senza cedere a sfumature che ti resteranno poi sul groppone per tutto l'anno.

Settembre è un bel mese sostanzialmente perchè ci si racconta un sacco di cazzate.


08/09/09

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Things you can't forget

Parto per 4 giorni in un viaggio che non dimenticherò e che forse, se un giorno sarò mamma, racconterò ai miei figli. Siamo in 4, io e le mie tre amiche della gioventù, quelle che ti porti dietro da quando hai 13 anni, con cui ti ritrovi ad avere il ciclo, quelle che assistono alla crescita delle tue tette, al tuo primo bacio, al tuo primo ragazzo, al tuo primo amore infranto.

Poi mettici 15 anni in mezzo, città diverse in cui vivere, amori che cambiano, studi e lavori che si sovrappongono e loro sono ancora lì. Incontri di vite separate soltanto dalle distanze e dai corsi e ricorsi della vita, ma che si ritrovano appesi alla cornetta di un telefono, davanti ad una birra estiva o nel caldo natalizio di una caffetteria.

E mentre il tempo passa, un matrimonio, una convivenza e poi un'altra ancora e poi in un pomeriggio di luglio una mail: facciamo un viaggio insieme, quel viaggio che progettiamo ogni volta che ci rivediamo e che poi sfuma nella lista delle cose irrealizzate.

Il viaggio diventa realtà, i voli si prenotano da diverse città e quste quattro donne si incontrano nella swinging London, quella città che in qualche modo ci rispecchia, perchè riesce a far vivere in armonia così tante differenze. I contrasti sono il fascino vivo di questa città e noi forse facciamo lo stesso effetto.

Il b&b è una camera quadrupla e ci sentiamo presto quattro adolescenti in gita, che sparano cazzate prima di addormentarsi e al mattino si ritrovano al tavolo ad abbuffarsi di toast burro e marmellata progettando il tour della giornata. Tra una street e l'altra di Londra, le nostre vite si rintrecciano come se non si fossero mai separate e i racconti del presente si mescolano dolcemente ai ricordi del passato.

Ci ritroviamo l'ultima sera a cenare in un ristorante indiano con calici di vino rosso e a renderci conto che il tempo è volato troppo in fretta, fantastichiamo sui nostri ipotetici futuri, pensando che magari tra 10 anni saremo a bissare questo viaggio oltreoceano. "Magari tra 10 anni saremo ricche!"

Probabilmente questo viaggio sarà l'unico, oppure ce ne saranno altri, più di quanti pensiamo, ma quello che conta di più è sapere, ancora per una volta, che certe persone, una volta entrate nella vita, non ne usciranno più. Che loro saranno lì, nella distanza, a vederti crescere, e tu farai lo stesso con loro.

Ti vengono un po' di lacrimuccie a pensare a com'eravate quando vi siete conosciute, tra i primi trucchi, i sogni ingenui e una visione del mondo che non credi sia possibile replicare ora. Ora che non ci sono più principi azzurri ma uomini pieni di difetti da amare e i lavori da sogno hanno lasciato il posto a lavori che danno soddisfazioni finchè lasciano tempo per vivere.

Ora vedi quattro donne, vere, che i sogni nel cassetto ce li hanno ancora ma faticano ogni giorno per non perderli e a sentire che a faticare non sei sola, capisci che è la vita, che tutte ve la immaginate diversa e che nonostante ciò, siete sorridenti, serene e fiduciose. A ripensarci bene, è quasi un miracolo.

Pensi che in fondo non avete mai smesso di sognare e speri che al prossimo viaggio vi ritroverete ancora così. Perchè tu lo sai, in fondo in fondo, che voi vi ritroverete.


02/09/09

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Dr House

Decidi di fare il gentleman e aiutare una signora grondante di sudore che non riesce a far partire il motorino. Non ci riesci neanche tu, ma in compenso torni a casa saltellando su un piede e avvinghiato ad un bastone. Sembri il Dottor House de noantri.

Ti muovi per casa sulla sedia girevole con le rotelle con questa gamba per aria e questo piede gigante fasciato. Peccato che viviamo in un monolocale e distruggi tutto quello che trovi davanti. Per cui alla fine non ti muovi più, con le inevitabili conseguenze su di me.

Cara signora il cui motorino non si avviava, perchè non viene un po' qua a farsi il culo?


31/08/09

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Sto diventando grande, anche se non mi va...

Se la precarietà ti concede un mese intero di vacanze allora inizia ad avere il suo fascino. Diventi nera come ai tempi del liceo, quelli in cui passavi tre mesi al mare e poi arrivava settembre che alla fine piangevi sempre perchè il trauma del ritorno alla vita regolata dalla sveglia era già troppo per te.

Le settimane di ferie che il destino ti dona quest'anno volano via così in fretta che mentre ti ripeti che devi comprare le pinne e il boccaglio e ti sfinisci di pepate di cozze e calamari fritti ti ritrovi già a impacchettare tutto e di nuovo in autostrada. Il tuo navigatore ti ha portato in ogni strada senza nome del Salento e tutto sommato ne sei sempre uscita pregando in aramaico di non incontrare nessuna macchina in direzione opposta a te. Guidi ma vai ancora nel panico per gli incontri in spazi ridotti.

Intanto arriva anche il tuo 28esimo compleanno e passa tra un'incursione in montagna in Abruzzo sulla via del ritorno e una cena offerta al tuo uomo alla fine della quale arrivi a casa e ti addormenti in due secondi netti sul letto perchè hai bevuto troppo vino rosso, la stessa quantità che 10 anni fa non ti avrebbe scompigliato un capello. Il tempo passa e si vede anche dall'alcol che reggi.

Hai quasi paura ad accendere il computer e a leggere mail, devi consegnare report su attività di cui ora non hai che un vago ricordo, annebbiato dai colori cristallini del mare e dai tramonti di palle rosse infuocate.

Sei tornata a casa, hai 28 anni e dove sei arrivata a questo punto non lo sai.  Forse certe persone non sono fatte per arrivare, sono fatte per vivere di interrogativi e grovigli nello stomaco.


02/08/09

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Last days

Ultimi giorni nella metropoli. Sopravvivo tra un salto in piscina all'aperto, un salto sul divano sotto il condizionatore e un salto sotto la doccia a getto massimo. Metto in fresco budini al cioccolato e penso già con ansia alla valigia del periodo estivo che si dividerà tra casa al mare, buco di giorni ancora ignoto da improvvisare e infine Salento.

Una valigia da 3 settimane equivale ad una valigia per 3 mesi.
Il paio di scarpe che lascerò qui sarà quello che rimpiangerò di più.