29/06/11

3

Feisbuc

Feisbuc è quello strumento di tortura che ti mostra foto dei tuoi "amici" in vacanza, a friggere in spiaggia sorseggiando una birra ghiacciata, mentre tu sei a casa a lavorare con 540 gradi fuori, le tapparelle abbassate, il telefono che squilla con un accento milanese esagerato e la vaga e fastidiosa sensazione addosso che le ferie di agosto non arriveranno mai.
E se arriveranno, non saprai ancora cosa fare, dato che tu non sceglieresti mai di andare in vacanza ad agosto.

L'anno scorso vagavi in Sardegna a giugno, insieme a qualche cane randagio che ti rincorreva e sporadici vicini di casa. Quest'anno ti toccherà, ovunque tu voglia andare, pagare il doppio per dividere la bellezza insieme a quasi tutto il resto del mondo: tutto ciò è palesemente una cazzata.

Singolarmente, vi voglio bene. Tutti insieme, non vi sopporto. Siete rumorosi, occupate spazio, sporcate il mare, vi accalcate nei locali e mi sottraete ossigeno.

Tuttavia, dovrò accodarmi alla massa, e spero che il naufragar mi sarà dolce in quel mare che ancora non so qual  è.


27/06/11

0

Il sale

Dopo quattro ere geologiche al supermercato, una fauna da centro commerciale che fa orrore, uno scontrino lungo 3 metri, tanti punti fedeltà sulla tua carta del cuore, una macchina carica come se non ci fosse un domani, un pin e 260 euro di spesa dopo, torno a casa e mi accorgo che ho dimenticato il sale. Il sale, dico, non la salsina piccante, non il kit per fare le fajitas, non il succo di frutta energizzante, non le nuvolette di gambero con la salsa sweet chili, no, il sale.

Poi, dopo circa 36 ore, ti imploro di andare a comprare le sigarette, offrendomi in cambio di stirarti una camicia, e appena apri la porta mi guardi con quell'espressione con cui si guardano le persone incorreggibili e per le quali non c'è più nulla da fare.

" Ieri hai lasciato le chiavi dietro la porta".

Hai visto, il nostro palazzo ha passato il test di affidabilità.
Firulì, firulà.

Non mi sgridare.
Ahem.


19/06/11

2

Prometto

Per la serie, canzoni che scopri casualmente ad un concerto in cui ti trovi senza saperlo, con un bicchiere di vino bianco in mano.


13/06/11

1

Son cose

L'sms dell'anno è: "Abbiamo raggiunto il quorum".


19/05/11

3

Maremma maiala!

Sono stata richiamata a consulenziare in grande azienda, per cui sono passata dall'essere always online al non avere più altro strumento di comunicazione se non l'email e quella specie di cellulare che ho. Sto vivendo quasi un periodo vintage, di isolamento tecnologico. Trovo molta soddisfazione nella mensa, un buon surrogato del "il piatto è pronto in tavola".

Macino un sacco di km ultimamente e in macchina metto Virgin radio e canto a squarciagola e non è che mi frega di quello che pensano gli altri che in giacca e cravatta mi osservano dal finestrino. A me sembra un inequivocabile segno di sanità mentale cantare in maniera molto convinta da soli.

Accumulo pacchetti di fazzoletti da 1 euro che puntualmente compro dall'indiano al semaforo e poi torno a casa e mi rendo conto che non ho la cartaigienica. Sono 4 giorni che al mattino mi sveglio e realizzo che è finito il caffè e resto sotto choc e mi sembra surreale che io riesca a lavarmi, vestirmi e uscire di casa senza caffeina. Infatti un po' lo è, perchè al mattino faccio una gran fatica a ricordarmi dove ho parcheggiato la sera prima e cammino con le chiavi della macchina in mano pigiando il tasto per aprire, nella speranza di intravedere qualche luce.

Sono stata in Maremma e l'acqua calda a 37° sulle spalle mi ha trasformato in una specie di pappetta di manzo per bambini, ho fatto tanti chilometri in bici e in salita, ho mangiato così bene che potrei ripartire ora solo per fiondarmi su "quel" piatto di pici al ragù di cinghiale che ho mangiato in cima al tufo. La prima sera, al buio, nelle curve, mentre felicemente tornavamo all'agriturismo, il navigatore si è definitivamente spento (quale momento migliore) e abbiamo vagato un po' per tutte le provinciali maremmane, finchè non ci siamo magicamente ritrovati sul brecciolato giusto.

Ho fatto colazione con la ricotta e le marmellate fatte in casa e ho pranzato in un bar dove abbiamo chiesto dei panini e ci hanno preparato delle grandi felle di pane ripiene che mi hanno immediatamente ricordato le stupefacenti merende che mia nonna mi preparava affogando queste lunghissime fette nell' olio e nel pomodoro e tutto intorno a me sembrava essere uscito dagli anni '60 e ho pensato che quegli anni un po' mi mancano anche se non li ho mai vissuti.