Decretiamo che sei sonnambulo, mangi di notte e la mattina l'evento cade nell'oblio. Perlomeno per te.
Ti do un bacio e ti dico buon lavoro, intanto fantastico su nuovi angoli dimenticati della casa in cui nascondere il mio bottino alimentare.
Storie uterine di una sciroccata sulla fune
Ti amo perché esci per comprare un contenitore per il piscio che ti serve per le analisi delle urine e torni con un mazzo di rose comprate al banchetto vicino alla farmacia notturna.
Questa stagione mi sta ammazzando, almeno una volta al giorno mi sento svenire. Però non svengo mai.
Passi una serata a cena da amici ad animare dibattiti sulla gente impazzita nella metropoli, sullo smog, sul traffico, sui chilometri da percorrere per dire "ciao" a qualcuno, sugli autisti impazziti proni a falciarti pur di non rallentare, sulle piste ciclabili di Berlino e Amsterdam, sulla pace delle piazze della provincia.
E poi torni a casa in macchina, rimbalzi sui sampietrini, passi sotto gli archi, costeggi San Giovanni e sorridi. Sei peggio di una di quelle vecchie coppie che si punzecchiano tutto il giorno e poi si abbracciano con amore sotto le coperte.