14/06/09

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Il mio navigatore nuovo

Il mio navigatore nuovo, alias questo coso, in attesa di essere incorporato al cruscotto, l'ho attaccato col braccino a ventosa. Sperimento il primo viaggio entusiasta all'idea di poter guidare tutta sgargiulla senza preoccuparmi delle strade. Partiamo da casa direzione Lago, attrezzatissimi. Io ho il cambio per la sera, i taralli, l'acqua, il libro che sto leggendo da mesi e che non riesco a finire, il telo fuxia decisamente poco mimetico e la crema solare.

Partiamo e il navigatore non riconosce il segnale. Non sa dove siamo, ancor prima di partire. Annamo bene, sentenzio. Ad un certo punto, Omo smanetta e il coso si ripiglia magicamente, pronto a portarci alla meta.

Che fico sto navigatore, ti dice anche a che velocità stai andando, dice lui, estasiato.
Dove, dico io, mentre cerco di mettere a fuoco i caratteri in Arial 6 senza successo.
La prima cosa che noto è che non ce la faccio a guardare lo schermo, la strada davanti e gli specchietti contemporaneamente. Sarà un mio limite, ma c'ho due occhi.

Comunque, il cosino ci guida fino quasi a destinazione. Quasi perchè ad un certo punto perde il segnale e ci lascia in stradine di campagna desolate. Quello che succede quando usi il navigatore è che diventi cerebroleso, lui ti dice destra e tu metti la freccia a destra e così via, con la conclusione che non ti poni minimamente il problema di dove stai andando, finchè lui muore e tu all'improvviso ti ritrovi triste e esterrefatto in luoghi ignoti.

Intimamente, già ho deciso che lo detesto. Scendo e chiedo ad un omino parcheggiato, mentre Omo continua a picchiettare nevroticamente sul touch screen (ricordando uno degli interrogativi della vita: perchè gli uomini non vogliono mai chiedere indicazioni?), io torno con le indicazioni a memoria dell'omino, destra, destra, poi sinistra, poi dritto, poi destra. Mi riappacifico con la trasmissione della cultura orale, dopotutto ha funzionato per millenni.

Arriviamo a destinazione, mentre quel coso continua a mostrare una clessidra ferma in attesa di segnale. Passo dal detestarlo al biasimarlo, pff, stupido di un gps.

Ci sbrachiamo al sole, ci ricongiungiamo con parte degli altri per recarci al ristorante prenotato, a 10 km da qui come dice Google Maps. Nessuno ha stampato le indicazioni ovviamente, confidando nel prossimo che a sua volta ha confidato nel prossimo etc. Ma non vi preoccupate, dico fiera, io ho il navigatore, seguitemi.

Le due macchine mi seguono fiduciose, mentre quel coso malefico mi fa compiere le seguenti azioni: entrare in una strada chiusa con un cartello gigante Proprietà privata (in cui in preda all'effetto cerebroleso di cui sopra mi infilo senza farmi domande), infilarmi in un tunnel stretto basso che ti aspetti ti conduca all'inferno, poi mi chiede ripetutamente di girare a sinistra quando evidentemente sono in una strada dritta, ma io lo ascolto per cui continuo a mettere la freccia a sinistra, le due macchine dietro mi imitano, e così di nuovo e di nuovo.

Mi immagino cosa avranno pensato di noi le macchine intorno, alla vista di questo gruppo di rincoglioniti che simultaneamente cerca di girare in strade immaginarie e poi tira dritto. Lo maledico ridendo ma non avendo alternative, continuo ad eseguire gli ordini come un automa.

Mi stupisco quando dice "siamo arrivati", alzo gli occhi e vedo il nome del ristorante.
Lo odio sempre meno mano a mano che scorre il tempo e la coppia senza navigatore che dovrebbe arrivare da Roma continua a girare intorno al lago inviandoci segnali confusi.

Vedo un castello!
Sì, il castello di Anguillara, sei quasi arrivato!
Evvai, gioivano, ovviamente sotto il castello sbagliato, continuando per un'ora a mezzo a girare senza meta mentre il terrore del gruppo riunito al tavolo saliva a dismisura e io mi chiedevo: quando arrivano dobbiamo fare la faccia contrita solidale o quella sorridente che sdrammatizza?

Alla fine della cena, ho schiacciato il tasto Portami a casa e ho capito che forse questo coso io già lo amo un po'.



7 commenti:

  1. mi sembrarono facce sorridenti,
    ma contrite.

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  2. in effetti.
    questo post è un omaggio a voi, e che si sappia che la splendida idea di ordinare la pizza anche per voi "visto che stanno arrivando" l'ho avuta io. non lo farò mai più.

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  3. Molto ironica, complimenti!
    Sono capitata qui per caso, e mi hai fatto fare una bella risata!
    :)

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  4. Noi abbiamo un rapporto conflittuale con il suddetto oggetto. Nel senso che prima vediamo la strada che propone, ma se non ci fidiamo lo sfidiamo continuamente GIRA A DESTRA e noi tiriamo dritto!(e rimane memorabile un ritorno dalla vacanza estiva in cui non sappiamo bene come ci siamo girati quasi tutta la Basilicata prima di trovare una strada a noi familiare e sfanculizzarlo!)

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  5. Sorridente e contrita segnalo che al ritorno le due auto con il navigatore si sono messe davanti e ci hanno abbandonati all'incrocio di Anguillara. Quindi hanno telefonato a quelli che hanno visto per due ore il castello di Bracciano per accertarsi che sapessero rientrare a Roma. Ovviamente, la risposta è stata CERTO.
    Peccato che fossero dietro la sottoscritta, che tentava di rincorrervi tra l'incitazione feroce della propria bambina, seminando al tempo stesso quelli dietro, che l'avrebbero riportata a casa.

    CONCLUSIONE
    Voglio un navigatore!

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  6. STARGIRL grazie cara :)

    MARI ah voi avete l'approccio scettico, io invece ho l'approccio fiducioso!

    BLIMUNDA ma io pensavo che tu fossi dietro alla coppia che ha girato tutto il lago :)
    pardon!

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